Un’infrastruttura ibrida per un’azienda del settore alimentare insieme a Jump Computer

17 March 2026
Case Study
CloudFire e Jump Computer

Quando un’azienda deve garantire accesso sicuro ai dati e continuità operativa anche con utenti distribuiti sul territorio, l’infrastruttura IT smette di essere solo un supporto tecnico ed entra direttamente nel modo in cui l’azienda lavora.

Da qui nasce il progetto sviluppato da Jump Computer insieme a CloudFire per una realtà del settore alimentare. L’obiettivo non era spostare tutto in cloud, ma trovare una soluzione che si integrasse bene con l’on-premise già presente, senza fermare l’operatività e senza rendere la gestione più complessa.

È un caso interessante anche per MSP, system integrator e software house che si trovano a gestire applicativi critici e devono capire dove il cloud porta davvero valore e dove, invece, conviene integrare.

Chi è Jump Computer?

Jump Computer è un system integrator padovano con oltre dieci anni di esperienza nella progettazione e gestione di infrastrutture IT, cybersecurity e servizi gestiti.

È una realtà certificata ISO che lavora con un approccio consulenziale, partendo dalle esigenze del cliente e da come i progetti si inseriscono nella sua operatività quotidiana. Questo si vede anche nel modo in cui affronta i percorsi di evoluzione dell’infrastruttura: non applicando modelli rigidi, ma costruendo soluzioni adatte a ciò che serve davvero.

La collaborazione con CloudFire cresce da alcuni anni anche per questo. Alla base ci sono competenze complementari, attenzione alla qualità del servizio e una visione comune: proporre soluzioni utili alle esigenze reali dei clienti.

Il contesto: continuità operativa e accesso ai sistemi del settore alimentare

Il cliente finale di questo case study opera nel settore alimentare, dove anche brevi interruzioni dei sistemi informativi possono avere effetti concreti su produzione, logistica e gestione del magazzino.

Si tratta di una realtà strutturata, con circa un centinaio di client distribuiti tra uffici, stabilimenti e magazzini, a cui si aggiunge una rete di agenti attiva su tutto il territorio nazionale. In una situazione del genere, poter accedere in modo rapido e affidabile a documenti, dati e applicativi gestionali è una necessità quotidiana.

Il progetto nasceva da un’esigenza precisa: far lavorare meglio il gestionale, evitando attriti tra utenti interni, forza vendita e sistemi già presenti in azienda. Serviva quindi una soluzione in grado di:

  • sostenere i processi aziendali senza interruzioni;
  • garantire un accesso affidabile da remoto agli utenti distribuiti sul territorio;
  • integrarsi con i sistemi on-premise già presenti;
  • rendere più semplice la gestione delle risorse.

La situazione iniziale: una configurazione che non rispondeva più bene alle esigenze operative

L’azienda partiva da un’infrastruttura in cui erano già presenti sia una componente cloud sia sistemi on-premise. Con il tempo, però, questa configurazione aveva iniziato a mostrare alcuni limiti.

  • Da un lato, l’ambiente cloud non garantiva sempre il livello di scalabilità e continuità richiesto nei momenti di maggiore carico;
  • Dall’altro, l’on-premise restava indispensabile per alcuni sistemi legati ai processi produttivi e non poteva quindi essere semplicemente sostituito;
  • A complicare il quadro c’erano poi l’accesso agli applicativi da parte della forza vendita distribuita sul territorio e una gestione non sempre lineare dell’integrazione tra risorse cloud e sistemi locali.

Il tema, quindi, non era scegliere tra cloud e on premise. Era far funzionare meglio l’insieme.

È in questo passaggio che l’approccio ibrido ha assunto un ruolo centrale, non come compromesso, ma come risposta concreta alla situazione di partenza.

La scelta infrastrutturale: perché OpenStack as a Service e CloudFire?

In questo scenario, Jump Computer ha individuato in OpenStack as a Service la base infrastrutturale più adatta per il progetto.

La necessità non era spostare tutto nel cloud, ma introdurre un modello IaaS capace di integrarsi con l’ambiente esistente e di rispondere in modo più preciso alle esigenze del cliente.

OpenStack as a Service permetteva di aggiungere capacità elaborativa, gestire meglio l’accesso agli applicativi e mantenere continuità con i sistemi on premise già presenti. Per Jump Computer aveva senso proprio perché aggiungeva risorse dove servivano, senza scollegare il nuovo ambiente da quello che l’azienda già utilizzava.

Il punto, per Jump Computer, era far evolvere l’infrastruttura senza creare nuovi silos e senza spingere il cliente verso un modello unico. In questa direzione la collaborazione con CloudFire ha avuto un ruolo chiaro in quanto ha aiutato a costruire un’architettura ibrida solida, governabile e adatta al modo in cui il cliente lavorava già.

Su questo aspetto, Jump Computer sottolinea anche il valore del lavoro svolto insieme a CloudFire:

“CloudFire non si è limitata ad erogare un servizio, ma ha lavorato con noi come un vero partner di progetto. La disponibilità al confronto, la rapidità nel supporto e la capacità di integrarsi nel nostro modo di lavorare hanno fatto la differenza.” - Giorgio

Giorgio Dal Bello - CEO e Responsabile Sistema Gestione @ Jump Computer

Dalla progettazione all’implementazione

Il progetto è partito da un’analisi dettagliata dell’ambiente esistente.

Sono stati valutati i carichi di lavoro, le dipendenze applicative, i requisiti di continuità operativa e il ruolo dei diversi sistemi nei processi aziendali. Su questa base, Jump Computer e CloudFire hanno definito un’architettura ibrida capace di integrare il nuovo ambiente OpenStack as a Service con l’infrastruttura on premise già operativa.

La fase di implementazione ha incluso:

  • predisposizione dell’ambiente cloud;
  • configurazione delle reti e delle interconnessioni;
  • dimensionamento delle risorse per il gestionale;
  • migrazione progressiva dei componenti;
  • test su stabilità, sicurezza e performance;
  • attivazione di meccanismi di replica e procedure di fallback.

La migrazione è stata gestita in modo graduale, partendo dai componenti meno critici e arrivando poi a quelli più centrali. Questo ha permesso di affrontare con attenzione i passaggi più delicati, in particolare la sincronizzazione tra ambiente cloud e sistemi locali, mantenendo sempre sotto controllo la continuità del servizio.

Il risultato è stato un passaggio ordinato, senza interruzioni operative e senza impatti percepibili dagli utenti.

I risultati per il cliente e per Jump Computer

La nuova architettura ibrida ha portato benefici concreti sia per il cliente finale che per Jump Computer, che ne segue la gestione.

Hybrid Infrastructure with Openstack as a Service

Per il cliente, il gestionale è diventato più stabile nell’uso quotidiano, sia nelle attività interne sia nell’accesso da parte degli agenti sul territorio. L’integrazione tra cloud e on premise ha ridotto alcuni colli di bottiglia presenti nella configurazione precedente e ha reso l’ambiente più lineare da utilizzare.

I cambiamenti più evidenti hanno riguardato:

  • una maggiore continuità operativa, anche in condizioni critiche;
  • un accesso più regolare a livello di performance degli applicativi per utenti interni e agenti in mobilità
  • una gestione dell’infrastruttura più ordinata;
  • più facilità nell’adattare le risorse alle esigenze operative

Anche per Jump Computer il progetto ha avuto un impatto positivo. Poter lavorare su un ambiente più coerente e meglio integrato ha semplificato il lavoro del team tecnico, sia nelle attività di monitoraggio sia negli interventi. Questo ha reso più semplice supportare il cliente in modo efficace, senza aggiungere complessità non necessarie.

Un progetto che parla anche ad altri partner IT

Uno degli aspetti più interessanti di questo progetto è che il suo valore va oltre il singolo caso.

Molte aziende si trovano in una situazione simile: hanno applicativi centrali per il business, una componente on premise che non può essere dismessa nel breve periodo e, allo stesso tempo, la necessità di rendere più flessibile l’accesso alle risorse e la gestione dell’infrastruttura.

Per MSP, system integrator e software house, questo significa confrontarsi sempre più spesso con scenari in cui non basta scegliere tra cloud e on premise. In alcuni casi il full cloud è la strada giusta. In altri, ha più senso costruire un’infrastruttura ibrida che valorizzi ciò che è già presente e lo integri in modo coerente.

È proprio qui che la collaborazione tra Jump Computer e CloudFire assume un valore più ampio. Questo progetto mostra che si può costruire una soluzione adatta al contesto reale del cliente, senza forzare modelli standard e senza trasformare la scelta tecnologica in una posizione di principio. Nel caso specifico, OpenStack as a Service ha reso possibile questa evoluzione, offrendo una base IaaS su cui costruire un assetto più equilibrato, gestibile e replicabile anche in situazioni simili.